
Ad un certo punto, restare fermo
diventa più difficile che partire
E così scopri che non è mai troppo tardi per riprendersi il diritto di vivere anziché limitarsi a sopravvivere.

A volte il viaggio inizia
molto prima della partenza
Quando capisci che il primo confine da attraversare è dentro di te.

Due viaggi intrecciati, inseparabili
Perché alla fine, quando si parte davvero, non si lascia nulla a casa.
Si porta tutto con sé.
Non è solo un diario di viaggio
È il racconto di un uomo non più giovane attraverso l’America Latina e che, strada facendo, incontra anche le parti più vere di sé.
Tra autobus, vulcani, spiagge, lagune, incontri e silenzi, Domani si parte all’alba è un viaggio senza filtri dentro i luoghi e dentro la vita.

Una storia
in numeri
Un viaggio fatto di strade, attese, confini, incontri e paesaggi che cambiano il modo di guardare le cose. Non solo un itinerario attraverso l’America Latina, ma un’esperienza vissuta fino in fondo.

KM TOTALI
67.582

KM IN VOLO
49.917

KM SU STRADA
17.435

KM IN MARE
230

paesi
10

MESI
5½
Le tre anime del libro
Questo non è un libro da leggere in modo univoco. Ci sono i luoghi, certo.
Ma c’è anche lo sguardo con cui vengono attraversati. E c’è quel
momento più difficile da raccontare, in cui il viaggio smette di essere
spostamento e diventa una resa dei conti con sé stessi.

Il mondo, quando smette di fare scena
Il viaggio non è una cartolina ben riuscita né una collezione di posti da raccontare agli altri. È strada, attesa, fatica, incontri, dettagli che non si possono programmare. L’America Latina che emerge da queste pagine non cerca di sedurre: vive, resiste, spiazza. E proprio per questo lascia il segno.

Uno sguardo che non addolcisce nulla
Non ho cercato di compiacere nessuno. Ho guardato, reagito, preso posizioni. Mi sono lasciato entusiasmare, irritare, disturbare. Ho cercato di raccontare i luoghi e le persone come li ho vissuti, senza ammorbidire troppo gli spigoli e senza mettere in posa nemmeno me stesso. Ne è uscita una voce personale, a tratti ironica, a tratti ruvida, ma sincera. Non mi interessava risultare simpatico, anzi. Mi interessava essere vero.

Il punto in cui non puoi più raccontartela
A un certo punto il viaggio non sono più solo i luoghi che vedi. Ci sono il tempo che fugge, i legami, le scelte rimandate, la distanza tra la vita che appare e quella che si sente davvero. Questo libro può parlare a chi sogna di partire, ma ancor di più a chi percepisce che restare uguali diventa più difficile che cambiare.

A Emanuele
E a quelli che, come lui, non si arrendono mai.
Ci sono battaglie che non fanno rumore, ma insegnano più di molti discorsi.
Emanuele, con la sua forza, la sua voglia di vivere e la sua ostinazione a non mollare,
è il volto concreto di questa dedica.
Da lui parte un pensiero più grande, rivolto a tutti quelli che ogni giorno
continuano ad amare, a sorridere, anche quando la vita si fa durissima.
Io,
Paolo Brumat
Non ho scritto questo libro con l'intento di diventare uno scrittore, né per costruirmi un futuro da influencer.
L’ho scritto per ricordare quello che ho vissuto, i luoghi attraversati, le persone incontrate, i pensieri che mi hanno accompagnato strada facendo.
Ne è venuto fuori un libro che mi somiglia: senza filtri, irrequieto, politicamente poco corretto, a tratti ruvido, più interessato alla verità che alla bella figura.


Perché prenotare
la tua copia
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Perché non è una guida turistica, ma un viaggio vissuto per davvero
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Perché racconta il Centro e Sud America senza filtri e senza pose
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Perché unisce luoghi, persone, storie e riflessioni che lasciano il segno
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Perché dentro ci sono oltre 700 pagine da sfogliare piene di racconti, immagini e consigli di viaggio
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Perché può parlare a chi vuole partire, a chi vuole anche solo sognare,
ma soprattutto a chi sente che è arrivato il momento di cambiare qualcosa
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Perché una parte del ricavato sosterrà concretamente la famiglia di Emanuele
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